12:51

Animali di bosco

Camminavano
da un'ora
ormai.
Sotto i loro passi
il regolare
smuoversi
della ghiaia.
Ai margini
del sentiero
enormi
alberi
gonfi di foglie.
La malia
vivificante
del sole
di primavera.
Una brezza
fresca
e l'erba
profumata.
Camminavano
ancora,
vigorosi.
Lui:
la quiete
disturbata
di un cappello
di paglia.
Lei:
l'ondeggiare
bianco
di una gonna
di lino.
Poi la meta
raggiunta.
Lui e lei.
Un campo
di fiori gialli.
Una panchina
di legno scuro.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho letto nel titolo una specie di ironia non rivolta agli animali del bosco, ma a chi non ne sa apprezzare e sperimentare la straordinaria immediatezza con la natura.

Bianca ha detto...

Ci sono atti che nella loro naturalità rendono l'uomo più uomo, di quanto lo facciano tutti i suoi tentativi di "disanimalizzazione".

Anonimo ha detto...

Tra l'animale animale e l'animale politico di Arstotele ce n'è un terzo, di cui qui si tratta, che è l'animale sensibile.